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Dotazioni

Sistemi di telecomunicazioni

Formazione e addestramento


Nei tempi “eroici”, agli esordi dell’A.V.A.B., l’addestramento dei primi Volontari era, gioco-forza, alquanto estemporaneo ed avveniva, di fatto, per esperienza progressivamente acquisita sul campo e per imitazione delle procedure di intervento adottate dagli operatori professionali (in particolare del C.F.S. e dei VV.F.).

Successivamente, come è già stato ricordato, furono proprio alcuni Marescialli del C.F.S. a farsi carico del problema, provvedendo di propria iniziativa ad impartire ai Volontari una serie di lezioni teoriche e pratiche mirate, in particolare, alla sicurezza degli interventi ed all’impiego di efficaci tecniche di spegnimento.

In seguito, fu la Regione del Veneto ad avviare una metodica e sistematica azione didattico-formativa del personale appartenente alle Associazioni di Volontariato convenzionate.

Tutti i Volontari effettivi dell’AVAB attualmente in servizio hanno quindi partecipato ai periodici corsi di formazione ed alle specifiche esercitazioni pratiche organizzati dal Servizio Antincendi Boschivi della Direzione Regionale Foreste e dal Servizio Forestale Regionale di Treviso.

Anche la Provincia di Treviso, tramite il Settore Protezione Civile, ha contribuito in maniera determinante ad innalzare il livello di preparazione dei Volontari dell’AVAB, che hanno potuto partecipare a corsi residenziali ed a stages formativi di alta qualificazione (corsi base di protezione civile, corsi per coordinatori delle emergenze e corsi per capisquadra).

I Volontari dell’AVAB hanno inoltre partecipato:

  • al corso di “primo soccorso sanitario”, organizzato dal Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, presso la sede della Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane;

  • al corso per “addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze nelle attività a livello di rischio incendio elevato”, organizzato da una ditta privata specializzata e svoltosi a Porcia (PN);
  • al corso “per l’uso delle motopompe nelle emergenze allagamenti”, tenuto da istruttori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, presso il Comando Provinciale dei VV.F. di Treviso;
  • al corso base per “operatore antincendio boschivo” tenuto dalla Regione Veneto;
  • al corso “capo squadra pe antincendio boschivo” tenuto dalla Regione Veneto;
  • al corso “uso della motosega e atrezzature boschive” svolto da una ditta privata.

Procedure operative


La Giunta Regionale del Veneto, con Deliberazione n° 3856 del 9 dicembre 2008, ha approvato lo schema di Convenzione fra la Regione e le Organizzazioni di Volontariato, nonché le Procedure operative di intervento per tutte le componenti impegnate nelle attività antincendio boschivo.

In base a tale Convenzione, le attività di prevenzione ed estinzione degli incendi di vegetazione devono essere svolte dai Volontari nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Direzione Regionale Foreste ed Economia Montana e dal Servizio Forestale Regionale competente per territorio; vengono concessi contributi secondo un dettagliato piano di spesa e di investimenti, assicurando l’addestramento e l’aggiornamento del personale Volontario, garantendo il rimborso delle assicurazioni contro infortuni e malattie connessi all’attività svolta, nonché per la responsabilità civile verso terzi. Viene inoltre consentito ai Volontari l’uso delle attrezzature e dei mezzi di proprietà regionale nel corso delle emergenze e durante le esercitazioni.

È ben presente anche la preoccupazione di salvaguardare l’incolumità degli operatori: a questo proposito la Regione Veneto ha approvato un documento sulla Valutazione dei rischi per la tutela della sicurezza e della salute degli operatori impiegati nelle attività di prevenzione ed estinzione di incendi boschivi, cui ha fatto seguito un altro documento, votato dalla Giunta Regionale il 22 dicembre 2004 (Deliberazione n. 4148) recante “Linee guida per la standardizzazione dei dispositivi di protezione individuale per gli interventi di spegnimento degli incendi boschivi”.

I dispositivi di protezione individuale (DPI) assicurano una protezione adeguata contro i rischi che possono minacciare la sicurezza o la salute durante gli interventi ma, al tempo stesso, devono ostacolare il meno possibile i gesti da compiere, le posizioni da assumere e le percezioni sensoriali ed inoltre non devono arrecare un eccessivo affaticamento all’operatore.

Dotazioni


Dagli anni “pionieristici”, l’A.V.A.B. si è progressivamente organizzata e rafforzata, sia per quanto riguarda le dotazioni individuali, sia per quanto riguarda le dotazioni di squadra.

Attualmente dispone di quattro automezzi speciali per il pronto intervento antincendio (acquisiti grazie soprattutto ai contributi della Regione Veneto e della Provincia di Treviso). 

  • A questo si è aggiunto, concesso in comodato d’uso dal Comune di Vittorio Veneto, un carrello – rimorchio da 10 q.li.

  • Nel 2002 l’A.V.A.B. si è dotata di uno strumento essenziale: un’autobotte a trazione integrale Mercedes 16/22, dotata di un’attrezzatura completaper diverse tipologie di intervento: (serbatoio da 3000 l. d’acqua e 300 litri di schiuma, una pompa Ziegler a due naspi da 25 in alta pressione, della lunghezza di 60 m. l’uno, prolungabili con manichetta da 25, quattro uscite per la media pressione, utilizzabili con manichetta da 70 e da 45 con due lance). L’autobotte è inoltre dotata di un gruppo elettrogeno da 9 kw, di una torre-fari pneumatica elevabile fino ad 8 m. da terra, di un monitor, posizionato sulla parte superiore del mezzo, capace di un getto d’acqua che raggiunge la distanza di 80 m.

  • Nel 2003, grazie ad un contributo della Regione Veneto, integrato dalla donazione di un privato, è stato acquistato un fuoristrada Land Rover Defender 110 Crew Cab 4×4, con a bordo un potente gruppo elettrogeno, una cellula fotoelettrica capace di illuminare a giorno fino a una distanza di 2000 metri e una motopompa da svuotamento da 1000 litri al minuto.

  • Sempre nel 2003, grazie alla generosa donazione di un cittadino, è stata acquisita una roulotte, adibita a svolgere la funzione di unità mobile di supporto logistico; recentemente essa ha trovato però un’altra destinazione, essendo stata donata dai Volontari, nel giugno del 2009, a una famiglia terremotata dell’Aquila.
  • Nel 2004 l’autoparco dell’A.V.A.B. è stato integrato da un’autocisterna IVECO 145/17 con serbatoio da 10.500 litri, adibita anche al trasporto di acqua potabile destinata al consumo umano, acquistata con il contributo della Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane, del Comune di Fregona e di un privato.

  • Nel 2007 tale mezzo è stato sostituito da un’autocisterna IVECO Eurotech 420/240, acquistata grazie al contributo della Provincia di Treviso e con l’aiuto di numerosi cittadini di Vittorio Veneto. 

Con questi mezzi a disposizione – un vero parco automezzi di tutto rispetto – il Gruppo operativo riesce ad essere totalmente autonomo ed è in grado di garantire un servizio completo sul territorio e una totale collaborazione con l’Ente pubblico

Sono oramai solo un lontano ricordo i tempi pionieristici in cui i Volontari dovevano per forza di cose arrangiarsi, talora approfittando di un passaggio dei mezzi di servizio del CFS o dei VVF, ma, il più delle volte, accorrendo sul luogo dell’emergenza con le proprie autovetture!

Sistemi di telecomunicazioni


Una efficace gestione delle emergenze richiede la disponibilità di adeguati sistemi di comunicazione, sia per consentire una rapida attivazione degli interventi, sia per la gestione del flusso informativo nel corso delle operazioni.

Le telecomunicazioni sono indispensabili per assicurare il coordinamento delle diverse squadre impegnate nelle operazioni, per il collegamento tra i capisquadra ed il Direttore delle Operazioni di Spegnimento, per il collegamento tra il D.O.S. e la sala operativa del C.O.R. e per i contatti con i mezzi aerei antincendio.

In considerazione delle situazioni critiche in cui frequentemente ci si trova ad operare, è inoltre necessario poter contare su strumentazioni particolarmente robuste ed affidabili.

L’A.V.A.B. dispone attualmente di una serie di apparati radio ricetrasmittenti, alcuni di questi ( n° 3 portatili e n° 2 veicolari) sono stati forniti dalla Direzione Foreste della Regione ed operano sulle frequenze della rete radio regionale, consentendo i collegamenti con la sala operativa del C.O.R. di Mestre, con i Servizi Forestali Regionali e con le altre Organizzazioni di Volontariato convenzionate, altri (n° 5 portatili, n° 4 veicolari e n° 1 ponteradio mobile) sono stati recentemente acquistati, a spese dell’Associazione, ed operano sulla frequenza appositamente assegnata all’A.V.A.B. su concessione del Ministero delle Comunicazioni e sono impiegati per i collegamenti diretti tra le squadre dei Volontari.

Oltre agli apparati ricetrasmittenti, l’A.V.A.B. dispone di n° 12 apparati di telefonia mobile; benché in talune areee marginali della Pedemontana trevigiana la copertura del segnale non sia ottimale, va sottolineato che i cellulari rappresentano ancor oggi uno strumento preziosissimo ed irrinunciabile, sia per l’attivazione dei singoli Volontari in caso di emergenza, sia per integrare le comunicazioni in radiofonia, specialmente quando la rete radio risulta “saturata” da un intenso e talora concitato traffico messaggistico durante i più impegnativi interventi di spegnimento. Si rileva che, nonostante siano stati fatti negli ultimi tempi innegabili progressi rispetto alla situazione di venti o trenta anni fa, non tutte le problematiche legate al settore delle telecomunicazioni sono state ancora risolte.

In particolare si continua a soffrire la mancanza di una rete multimodale integrata (tra sistemi in radiofonia ed in telefonia) ed unificata ( sulla quale possano cioè operare contemporaneamente tutte le diverse componenti istituzionali – Regione, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, Associazioni di Volontariato – che operano negli interventi di emergenza.

È innegabile che tale soluzione, la cui realizzazione richiede per altro di superare una serie di ostacoli burocratici, rappresenterebbe un ulteriore salto di qualità, contribuendo ad aumentare la tempestività e l’efficienza degli interventi di spegnimento, migliorando nel contempo le condizioni di sicurezza per gli operatori.